Vie

Questo blog è dedicato al dilettantismo, nel senso del volo leggero al di sopra di interessi diversi, il cui filo conduttore è sostanzialmente il mio percorso individuale. Ritengo però che un percorso ci debba essere, e anche nei momenti in cui si naviga a vista, devono essere chiari alcuni principi. Sta ad ognuno trovare il filo conduttore che unisce le proprie scelte. Tanti anni fa, quando sono rimasta folgorata dal kung fu, causando lo stupore di chi mi conosceva come una persona interamente dedicata ai libri, vedevo chiaramente il rapporto tra i miei interessi culturali e questa disciplina perché li vedevo parte di uno stesso cammino. Una via però non è intrinsecamente migliore di un'altra, e sta a ciascuno rendere efficace la propria. Il proprio mestiere può costituire un'occasione da cogliere per migliorarsi e per imparare, oppure lo sport, oppure una passione. Forse anche tutto questo insieme. Credo che sia fondamentale avere un approccio olistico e non dimenticare che, se abbiamo esigenze fisiche importanti quanto quelle spirituali, allora tra il piano fisico e quello spirituale ci deve essere una connessione. Io riesco ad esprimermi principalmente attraverso le citazioni letterarie, perché conosco il linguaggio della letteratura e so che è condiviso da molti, quindi a questo punto aggiungo che nessun uomo è un isola (e se la campana suona, suona per te), perché non riesco a dire meglio che credo sia fondamentale tener conto degli altri e nutrire la gratitudine per ciò che, volenti o nolenti, ci trasmettono.
Uno dei motivi per cui tra gli approfondimenti di questo blog ce ne sono alcuni che riguardano persone che ho incontrato nella mia vita è perché sono convinta che gli incontri siano fondamentali. Sta a noi non renderli vani e superficiali e cogliere l'occasione ("l'anello che non tiene" per dirlo con Eugenio Montale) che ci permette di vedere oltre le apparenze. Non mi sento autorizzata a scrivere il nome di tutte queste persone, ma mi sembra utile condividere alcune delle cose che mi trasmettono. Pochi giorni fa ho avuto occasione di parlare con un medico specialista che mi stava visitando. Si tratta di una persona di grande intelligenza, grande esperienza e grande umanità. Dedica la sua vita alla ricerca spirituale, ma anche alla medicina e anche alla sua famiglia. Quindi, pur non conoscendolo al di fuori della sua professione e non conoscendo nulla della sua vita privata, lo ammiro e cerco di carpire il segreto della sua energia (come fa a fare tutto?). Ebbene, parlando della mia salute, il discorso si è ampliato e a un certo punto mi ha chiesto: "Qual è la porta della morte?". Dopo qualche esitazione ho risposto che la porta della morte è la vita. "Quindi, ha detto lui, tra la porta della morte e la morte è necessario vivere, e in quel movimento, muovendosi, ciascuno deve fare del proprio meglio".
L'unica cosa che mi sento di aggiungere è che bisogna imparare ad accettare ciò che ci viene quotidianamente regalato e farne tesoro per quanto possibile.