... ma che c'entra?


...ma che c'entra il kung fu con tutto ciò che ho fatto nella mia vita?

Questa mia nuova passione non si giustifica solo con un legittimo desiderio di compensazione, col fatto che sono nata molto "yin" e ho sempre svolto attività molto yin, e ora ne faccio una piuttosto yang.

C'è qualcosa di ben più profondo. Mi sono sempre piaciute le lingue, mi è sempre piaciuto leggere, ma quando ho dovuto scegliere un ambito di specializzazione mi sono avviata senza incertezze verso la definizione di un corpus di testi che parla della libertà. Dall'esperienza storica di popoli che hanno vissuto la schiavitù e la colonizzazione fino a ieri, è nata una letteratura che sempre si interroga sul rapporto tra la libertà e la condizione umana. Tra le infinite possibilità che avevo per studiare questa letteratura, la letteratura francofona dei caraibi, ho scelto di studiare il tempo, una dimensione molto legata al concetto di libertà per motivi che approfondirò in un altro momento.
Ciò che mi interessa sondare, vivere, capire, esperire, è la libertà, e non è un caso se uno dei miei autori di riferimento, Patrick Chamoiseau, propone nei suoi scritti la figura del guerriero. Ovviamente guerriero non significa individuo aggressivo o attaccabrighe: il guerriero non è il soldato, e la sua natura non si manifesta necessariamente in battaglia. Il guerriero è colui che è pronto, allerta, attento senza essere teso, calmo senza essere passivo. E' libero, padrone solo di sè, precede la parola (e le schiavitù che questa comporta) perchè il guerriero è nel gesto.
Il guerriero mi ha portato dalla letteratura, ai massaggi, al kung fu in un cammino coerente che è la mia vita.