domenica 19 settembre 2021

Chamoiseau e le sue città

L'università di Parma sta per dedicare una serie di iniziative a Patrick Chamoiseau e alla sua opera che culmineranno nel conferimento allo scrittore della laurea honoris causa. Come si vede dal calendario qui sotto, gli appuntamenti sono ad accesso gratuito o trasmessi in streaming. Per l'incontro a teatro si richiede la prenotazione obbligatoria in ottemperanza alle norme anti-covid. Consiglio senz'altro di assistere a questi incontri, specie a quello che contempla anche la presenza di un autore tanto carismatico e comunicativo.

Patrick Chamoiseau ha un piglio profetico, e spesso riesce a cogliere quali, tra le tante sfaccettature della società contemporanea, svolgeranno un ruolo importante nel futuro. Nonostante l'ampiezza del suo pubblico e la diversità dei suoi lettori, il suo punto di vista si radica sempre nella sua Martinica, ed è perciò ancora più rivelatore se accolto da un punto di vista occidentale ed europeo. 

Le iniziative saranno anche l'occasione per lanciare la traduzione italiana, a cura di Elena Pessini, della sua opera Città di un altro mondo (titolo originale Livret des villes du deuxième monde). Quest'opera difficilmente classificabile inizia con un ritrovamento. Il narratore dice di aver fortunosamente rinvenuto il contenuto del libretto nel bagaglio di un uomo errante alla costante ricerca di un mondo secondo, e di aver deciso, affascinato, di “tradurlo (...) o trascriverlo” (traduzione mia, come le successive - non ho ancora potuto vedere la traduzione di Elena Pessini). 

La breve introduzione è seguita da alcune precisazioni riguardo al mondo secondo, precisazioni che suggeriscono la massima apertura, sia a livello semantico sia al livello dell'immaginario. Il Libretto delle città del mondo secondo si divide poi in quattro parti che compongono un'apparente cronologia, o un ciclo: Circolazioni 1 - solari; Circolazioni 2 - notturno; Circolazioni 3 - nulla; Circolazioni 4 - ricominciamenti. In realtà pur nell'innegabile progressione della narrazione verso un oggetto narrativo sempre più astratto e rarefatto, le descrizioni poetiche di città che costituiscono il corpo centrale di quest'opera evocano una simultaneità spazio-temporale. D'altronde lo stesso ciclo evocato dai titoli dei capitoli termina con un nuovo inizio, suggerendo così una spirale, più che un cerchio.

Nella prima parte, le potenti descrizioni introdotte dalle anafore “ho visto”, “ho visto” culminano nella frase “Credevo di vedere, in quel corteo di città inesauribili nel nascere, nell'espandersi, nell'ispessirsi e nel rinascere, il vero motore di tutta la storia umana (...)”. Questa parte si chiude con l'evocazione del potere dell'immagine sugli abitanti delle città e del senso di unità che regalano loro le “onde radioelettriche”, mentre il secondo capitolo descrive l'aspetto più notturno e oscuro delle città e la solitudine dei loro abitanti. “Circolazioni 3 – nulla” racconta gli abissi e le aberrazioni urbane, ma è immediatamente seguito dall'ultimo capitolo, quello dedicato alla sintesi e alla rinascita, dove il narratore evoca una metacittà immateriale: “sì, al di sopra e dentro le città, ho visto la città delle città, indovinato la città-mondo” (p.64). Citando Édouard Glissant, il narratore spiega che questa città è relazione, e conclude rivolgendosi direttamente alla metacittà descritta ed evocata, ideale e reale al contempo, che forse un giorno abiteremo, ma che già abita ognuno di noi.

L'edizione originale contiene una prefazione di Jean-Pierre Le Dantec nella quale il Livret viene brevemente commentato e messo in relazione con Texaco, la più celebre opera di Chamoiseau, dedicata a un quartiere di Fort-de-France. Anche dal mio indegno riassunto si può capire tuttavia che questo breve testo - originariamente pubblicato nel 2002 - già conteneva, in nuce, molti aspetti variamente sviluppati dallo scrittore e soprattutto molte riflessioni ancora preziose oggi.

 



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