Haiti tradotta

Il numero de L'Indice che da oggi troverete in edicola contiene una mia recensione a due recenti traduzioni italiane di opere di Dany Laferrière. Potete leggerla cliccando qui. I due romanzi tradotti sono stati scritti ad anni di distanza ma entrambe le vicende sono originate da un ritorno ad Haiti dell'alter ego dell'autore. Uno dei due scritti è una riflessione che si sviluppa a partire da impressioni e scene osservate sull'isola al momento del terremoto che l'ha devastata qualche anno fa, l'altro è il resoconto di un doppio viaggio: nel paese natale e nell'aldilà molto terreno della religione vudù. Entrambe le opere offrono l'occasione di confrontarsi con una realtà apparentemente lontanissima da quella europea e occidentale e con temi che, al contrario, sono universali. Tra tutti, mi sta a cuore quella resilienza dimentica di sé che spunta da ogni rigo.
Le traduzioni italiane di Laferrière hanno una storia particolare in Italia. Per ricordarne qualche tappa, pubblico qui un vecchissimo articolo e un'intervista usciti sempre su L'Indice quando lo scrittore non era ancora conosciuto quanto oggi.