Passaggi e letture

Finalmente anche gli italofoni potranno leggere un'opera irrinunciabile: Passages di Émile Ollivier.
Due storie parallele si alternano e finiscono per incrociarsi e fondersi nelle pagine di questo romanzo. Una racconta gli ultimi giorni di vita di un intellettuale, Normand, che ha lasciato Haiti decenni prima per vivere in Québec e la cui condizione esistenziale si richiama fortemente a quella di Émile Ollivier al momento della scrittura. Malato e alla ricerca delle proprie radici, Normand si ritrova a Miami con una giovane donna come lui condannata all’erranza. L’altra storia racconta l’odissea di un gruppo di boat-people che lascia le coste haitiane per raggiungere la Florida al seguito di un improvvisato leader, il vecchio contadino Amedée.
Incentrato su “passaggi” di diverso tipo, questo romanzo stabilisce sottili analogie tra protagonisti così diversi, che paiono vivere due differenti intersezioni tra spazio e tempo. Infatti, anche se le due vicende sono cronologicamente parallele, il che permette loro di fondersi alla fine, il carattere ciclico del tempo percepito da Amédée e dai suoi compagni di sventura, i loro riti vudù, la loro interpretazione magica degli eventi esterni li separano irrimediabilmente dai personaggi dell’altra storia. Le rispettive ricerche, che si riveleranno, almeno in parte, ricerche reciproche, sono quindi destinate a naufragare. Saranno due figure femminili, anch’esse espropriate in qualche modo dell’identità, a ricostruire questa storia di erranza doppiamente dolorosa.
Ringrazio Elena Pessini, che è stata una mia apprezzatissima docente, e la Nuova Editrice Berti per aver finalmente portato in Italia questo romanzo e per aver riportato l'attenzione su Émile Ollivier (1940-2002) un autore poco tradotto ma fondamentale per la sua rivisitazione della classicità, per l'approfondimento del concetto di erranza e dei problemi legati alla memoria in esilio.

Émile Ollivier, Passages, traduzione di Elena Pessini, Piacenza, Nuova Editrice Berti, 2014.