Lo stato fa acqua

A meno di due anni dal terremoto che ha colpito la bassa modenese, oggi le esondazioni di diversi fiumi hanno costretto centinaia di persone a lasciare le proprie case. Interi comuni (il primo quello di Bastiglia) sono stati sfollati e trasferiti a Modena in alberghi, parrocchie, polisportive. Moltissime persone si sono rifugiate da amici e parenti. Gli sfollati stanno mostrando una compostezza e una calma quasi surreali. I servizi attivi sul territorio e l'iniziativa dei singoli stanno facendo fronte all'emergenza.
Il grande assente, in questo contesto, è lo Stato italiano. La buona volontà, la capacità di iniziativa, la possibilità di aiutarsi con i propri mezzi, anche economici, senza abbandonarsi all'autocommiserazione che le popolazioni della zona hanno già mostrato in occasione del terremoto paiono fornire uno squallido pretesto alle istituzioni nazionali per eclissarsi. Di nuovo.
Nelle stesse zone, gli imprenditori si stavano risollevando dai danni provocati dal terremoto del 2012 utilizzando esclusivamente i propri mezzi e facendo sacrifici indicibili. Lo Stato non ha mai fornito alcun aiuto economico per riparare i danni incalcolabili alle imprese, al patrimonio culturale e ai privati. Ora persino la notizia delle esondazioni viene a liquidata in una manciata di secondi nei media nazionali.
Strariperà prima o poi anche la nostra rabbia?