I giorni e la crisi

Ciò che raramente viene approfondito riguardo alla crisi economica è il suo impatto sul quotidiano. Mi torna in mente un libro del 2010 di Florence Aubenas: Le quai de Ouistreham (Éditions de l’Olivier). L'autrice è una giornalista francese conosciuta internazionalmente anche per essere stata rapita e tenuta a lungo in ostaggio in Iraq nel 2005. Le quai de Ouistreham è la narrazione di una sorta di reportage estremo che Aubenas ha effettuato da febbraio a luglio 2009. La giornalista si è iscritta all’ufficio di collocamento a Caen, una città nella quale non aveva relazioni, dichiarando quale titolo di studio soltanto il diploma di maturità e adducendo a pretesto della sua inesistente esperienza professionale una relazione finita con un uomo che la manteneva. Il libro racconta i suoi sei mesi alla ricerca di un lavoro, gli incarichi effimeri ottenuti per sbarcare il lunario, le giornate passate nelle agenzie di lavoro o a spulciare gli annunci, i rapporti con i colleghi e i datori di lavoro nelle episodiche esperienze di impiego temporaneo o a giornata. La ricerca della giornalista è terminata nel momento in cui le hanno proposto un contratto a tempo indeterminato come donna delle pulizie.
Ai confini tra il romanzo e il saggio, Le quai de Ouistreham narra la crisi “dall’interno” e trasmette tutte le fragilità emotive ed esistenziali cui la precarietà lavorativa espone. Sono stata particolarmente colpita dal libro non soltanto perchè io a Caen ci ho vissuto e senza dubbio l'atmosfera di provincia di un nord brumoso - magistralmente rievocata dall'autrice - si addice all'incertezza del presente e del futuro di cui qualsiasi precario ha esperienza diretta. Infatti i ritratti di coloro che Aubenas ha conosciuto nel corso del suo reportage lasciano senza fiato perchè il lettore sa che il temporaneo esperimento della giornalista corrisponde alla quotidianità di coloro che incontra, persone delle quali ha modificato i nomi ma che esistono realmente e lottano ogni giorno per la dignità.
In Italia il libro è stato edito da Piemme col titolo La scatola rossa. Converrebbe che chi non è precario lo leggesse.