Ricerca e torpore


Finalmente mi è possibile rivelare perchè ultimamente non ho aggiornato questo blog, o l'ho fatto in modo estremamente breve. Ieri ho partecipato a un concorso per un posto di ricercatore universitario. La prova consisteva in un breve colloquio finalizzato all'illustrazione dei titoli. Sebbene avessi immaginato che il colloquio sarebbe stato breve, attualmente insegno sei giorni su sette, non ho il giorno libero, e dopo aver preparato le lezioni e corretto i compiti in classe, non mi resta tanto tempo libero: negli ultimi tempi l'ho dedicato tutto alla preparazione di quel colloquio. Quale non è stata la mia sorpresa nel vedere che una delle 3 commissarie che mi esaminavano, la più anziana e rugosa, ma anche quella più apparentemente benevola e sorridente, STAVA DORMENDO DELLA GROSSA durante il colloquio! Francamente non ho complessi riguardo alla mia esposizione, certo nè più nè meno noiosa di quelle degli altri candidati e peraltro brevissima. Chiaramente lo spettacolo mi ha molto deconcentrato, anche perchè questa povera donna ce la metteva tutta per restare vigile, ma proprio non ce la faceva, la testa le penzolava sul petto, complice senz'altro la sua età e l'orario ingrato al quale si è svolto il concorso. Mentre esponevo, nel mio miglior francese ciò che dovevo esporre vedevo quindi la testa di questa commissaria che ondeggiava su e giù alla mia sinistra, la commissaria di centro ignara di tutto e la commissaria di destra che sgranava gli occhi senza per questo riuscire a svegliare la bella addormentata. Prima di ogni imbarazzo, di ogni tipo di rabbia, prima di ogni considerazione riguardo al fatto che il mio colloquio sarà valutato, almeno per un terzo sulla base dei sogni della professoressa (avrà mangiato pesante?) e per due terzi sulla base del mio self-control (ero talmente imbarazzata e anche fisicamente lontana dall'assopita accademica che non ho nemmeno pensato a svegliarla ma la mia esitazione sarà stata attribuita forse ad incertezze contenutistiche), prima di tutto questo, dicevo, il mio sentimento dominante è stato di desolata tenerezza per questa cariatide che più di tutto mi è parsa un simbolo della ricerca universitaria in Italia: anzianotta e mezza addormentata.