Haiti e Winnie

Ieri, a tre giorni dall'inizio del terremoto ad Haiti, si sono finalmente cominciate ad avere notizie riguardo ai superstiti. Per chi ancora non avesse nuove riguardo a parenti o amici haitiani, consiglio il sito: http://koneksyon.com/

Molti scrittori e intellettuali haitiani residenti all'estero si trovavano ad Haiti al momento della catastrofe perchè era in corso un festival letterario. A quanto sono riuscita a sapere da fonti indirette, Kettly Mars, di cui ho tradotto un libro, Dany Laferrière e Rodney Saint-Eloi, altri due amici scrittori, stanno bene. Purtroppo non ho ancora notizie di Marie-Célie Agnant che conosco pure molto bene perchè, per promuovere una mia traduzione di un suo romanzo, siamo partite in tournée insieme. Le notizie di coloro di cui avete sentito parlare su questo blog non sono dunque complete. Informazioni su questi ed altri scrittori si possono trovare sul sito http://www.ventsdailleurs.com/, aggiornato in tempo reale sulla base di notizie dirette e indirette.

Difficile riuscire a immaginare, da qui, quale tragedia si stia svolgendo sull'isola. Un amico italiano due giorni fa mi ha detto: "Mi sono informato, ho guardato la carta geografica, e non capisco perchè la situazione sia tanto grave ad Haiti e non così tanto nella Repubblica Dominicana, che è sull'altra metà dell'isola." La domanda è più che giustificata. La situazione ad Haiti è drammatica non solo per motivi legati alla catastrofe naturale, ma anche per motivi politici, economici, sociali.

Haiti infatti svolge un ruolo di primo piano nell'assetto socio-economico mondiale, sia per la sua posizione strategica, sia per il suo ruolo simbolico e immaginario. Si tratta infatti della prima repubblica nera, il primo paese in cui gli schiavi nelle piantagioni si sono ribellati e hanno vinto, prendendo il potere e scacciando i coloni. Da quel momento le superpotenze che si sono avvicendate (la Francia nel 1800, poi la Gran Bretagna e soprattutto gli Stati Uniti) hanno, in modi diversi, ma sempre molto concreti, osteggiato lo sviluppo politico equilibrato di questo paese. Per un approfondimento su questi temi, rimando all'illuminante raccolta di saggi SPETTRI DI HAITI [Roberto Cagliero e Francesco Ronzon (cur.), Spettri di Haiti- Dal colonialismo francese all'imperialismo americano, pp.186, € 13.50, Ombre Corte Edizioni, Verona, 2002]. Il pregio di questa raccolta di saggi è proprio quello di dimostrare, prove alla mano, la pervasività del pregiudizio occidentale nei confronti dell'isola caraibica e le ricadute di questo pregiudizio sulla storia culturale e sociale di Haiti e in molti casi anche dei paesi occidentali.

Questo pregiudizio durato più di duecento anni, oltre a una condizione iniziale di oggettiva difficoltà, ovvero quella di autogovernarsi da sradicati e da nullatenenti, hanno portato a una vita politica senza uguali nel globo per la durata della sua instabilità. Ad Haiti, dove la maggior parte della popolazione è analfabeta ma dove chi sa leggere e scrivere è generalmente ben più colto della media italiana e dove la vita intellettuale è di altissimo livello, già prima del terremoto esistevano bande di delinquenti comuni autoorganizzati che terrorizzavano alcuni quartieri o privati cittadini.

Oggi il carcere è crollato lasciando sfuggire i detenuti, il governo del paese è vacante, c'è un'oggettiva emergenza riguardo ai beni di prima necessità e in particolare all'acqua. Possiamo solo lontanamente immaginare quali episodi di sciacallaggio e violenza potrebbero verificarsi.

Ho sentito, sempre in modo indiretto, da amici di amici, narrazioni di marce forzate alla ricerca di parenti e amici, camminate di decine di chilometri tra i cadaveri. Pare che i morti raggiungeranno la cifra esorbitante di 200.000 il che, in un paese tropicale, significa uno stato di emergenza sanitaria a partire da oggi. Le famiglie seppelliscono i propri morti privatamente. Trovo estremamente difficile scegliere un particolare sul quale richiamare l'attenzione per riuscire anche soltanto a immaginare cosa sta succedendo. È una catastrofe.

Qui di seguito il link a una pagina di mtv Italia con la lista delle principali associazioni cui è possibile rivolgersi per fornire aiuto: http://www.mtv.it/news/news-detail.asp?idnews=27839 Lascio a ciascuno l'incombenza di verificare la serietà e l'efficacia dell'assoiazione cui si rivolge e ricordo che l'aiuto più efficace è quello dato sul posto con mani e testa.


Voglio concludere però con una nota di speranza. Oggi è stata ritrovata tra le macerie Winnie, una bambina di 16 mesi, ancora in vita e in buone condizioni di salute. Che Winnie sia il futuro di Haiti...