Omaggio alla Guadalupa


In questi giorni si conclude in Guadalupa uno sciopero durato 44 giorni. La protesta, iniziata ufficialmente per contestare il carovita e per porvi qualche rimedio, si è estesa a tutti i dipartimenti d'oltremare e anche ad alcuni territori d'oltremare francesi.
Di queste manifestazioni in italia si è parlato poco o nulla, benchè in Guadalupa sia anche morta una persona negli scontri tra manifestanti e polizia. Questi 44 giorni di sciopero sono stati uno sciopero reale e massiccio: gli uffici pubblici, i distributori di benzina, i negozi, i servizi di ogni tipo sono rimasti chiusi a oltranza. Al di là dei singoli eventi più o meno significativi di questi 44 giorni, preme comunque sottolineare che una delle parole chiave di questo periodo è stata (in creolo) Pwofitasyon, ovvero il fatto di approfittarsene, di speculare. Questo ci fa capire quanto sia tuttora profondamente sentito il rapporto con la Francia metropolitana come un rapporto con la potenza coloniale.

Guadalupa e Martinica sono diventate dipartimenti francesi solo dopo la seconda guerra mondiale, a seguito di un referendum. Sono dunque ancora in vita persone nate nelle "colonie", il passaggio è recente.

Per il momento colgo l'occasione per rendere omaggio alla Guadalupa con una poesia di Ernest Pépin, che ho tradotto (senza revisione) qualche anno fa per El Ghibli: Assolo d'isole. Per leggerla nel suo contesto originale clicca qui.

Assolo d'isoleErnest Pépin

Il mare è una chitarra che piange
La storia degli uomini
Sugli scogli a fior d'acqua
Beccheggia il suo canto folgorato
Ai margini della memoria
E ci ricordiamo
Da dove siamo partiti
Come orfani
Ormai abitiamo il sale
Una terra salata
Una salatura d'isole profetiche
Bisogna dimenticare il dolore della partenza
Le navi negriere
La porta del non ritorno
Ricucire la pelle del mare
E inventare l'arrivo
Con negli occhi un arcobaleno
Nelle mani l'immaginario di domani
I Caraibi non si sono mai offerti
Sogni plurali
Appartengono a coloro che sanno sognare
Di un meticciato di dolori
Isole tamburo
Assolo d'isole
Sinfonia di luci
Isole cittadella
Memorie affascinate
Il mare suona il suo jazz di scintille
E chiede agli alberi
Di inventare nuove radici
Assolo d'isole
Non bisogna grattare il dolore del sole che tramonta
Le razze sono venute ad abolire ogni razza
A spandere i loro colori nella memoria del mare
E a dar nome all'uomo delle nuove piogge
Da quattro angoli della terra tonda
Come infanzie riprese
Le razze sono venute a sognare altri colori
A ingarbugliare lingue di marinai
Al canto della luce
Non bisogna biasimare le donne violentate
Sono state le prime pittrici
Della nostra zucca gravida
Del nido degli uccelli migratori
Dell'eloquenza della grande conchiglia
Siamo nati da un miracolo d'acqua salata
Siamo nati da tutto il blu
Da tutto il lutto del prima
Dalla vulva dei vulcani rossi
Da quel tremore di ombre erranti
Da tutte queste isole voraci di sangue nero
Assolo d'isole
Corpi saccheggiati da riempire di racconti
Di un Dio più debole della sua croce
Di silenzi illeggibili
E di balbettamenti di stelle
Una lingua ci ormeggia al fogliame
E fa l'amore con le lingue del mondo
Corpi sotterranei
In cui si nasconde la memoria degli dei
Passeggeri clandestini
Forze miracolate
Possiedi la notte dicono
E otterrai il giorno
Basta un tamburo
Per sostenere il peso del cielo
Per scavalcare il reale
Rianimare gli antenati del Benin
Della Nigeria e del Congo
I fiumi in trance straparlano lingue
Il sangue del gallo rammenta
Ma non dimenticare la furbizia del serpente
Né la cavalcata degli Spiriti
Né la cadenza dell'invisibile
Vudù
Santeria
Candomblé
Sono viaggi negli specchi
Soli a ruota libera
Riflessi dall'altra riva
Nell'epicentro del dolore
Il radicamento degli ombelichi
E l'alleanza inedita del qui dentro
Corpi montati
Corpi smontati
Gli Dei nascosti hanno fame d'isole
Gli Dei dell'India ci ricordano
Che siamo l'offerta del sacrificio
E il profumo dei popoli antichi
Isole aperte a ogni linguaggio divino
A ogni meraviglia divelta
Assolo d'isole
Detto d'isole creole
Con la testa annodata al sogno nuovo
La terra mescolata al suo passo
Un cantastorie veglia il sogno
Disfa la pelle della notte
Un grano di sale sulla lingua
Basta per attraversare il contrario
E noi uditori
Entriamo nella ronda delle isole
Nella meraviglia dei suoi toni
Ci ingozza
Ci ormeggia al creolo
Al conio di questa lingua che marina la scuola
Con un cercine di fumo sulla testa
Porta assi d'acqua
Ed è un sesamo per l'anima
Metamorfosi in uomo nuovo
Con ali per volare
Col corpo libero votato al vento creolo
Il piacere tiene in piedi la notte
Come un paese che mette radici
Nel suo travaglio di onde rosa
E il mercanteggiare del suo porto
Il racconto ci trasporta finalmente a casa
In assolo d'isole creole
Non dimenticare il rum
Quel vecchio cantastorie col fuoco sacro
Quella libertà che svela i soli interiori
Le fughe di schiavi più segrete
Il fragile uccello dei nostri silenzi
Il racconto tesse la tela delle isole
Come un ragno sottomarino
Un riso d'acqua salata ci lega a noi
La bella parola inghiotte il sole
La bella parola è un negro fuggiasco
Assolo d'isole
In resistenza di tempesta
In resistenza di donna pidocchio del legno
In resistenza di donna
Ben piantata nelle interiora della vita
Come presenze solari
Renitenti nella rada dei brutti giorni
Gravate di antiche collere contro le notti
In resistenza di donna
Che misura la forza della sventura
E la preghiera di un campo di ignami
Ostinata a guarire i morsi della fame
Gli aborti
A ridipingere la pelle degli uomini
A colmare il disastro storico
In solitudine
In monologo di fiume senza fiato
In battaglia millenaria contro i singhiozzi
Destinata in ogni tempo a ricominciare
Alla forza silenziosa del seme
In resistenza delegata ai tamburi
Agli eserciti dei campi di canne
Ai remi della sofferenza
Al sangue degli scioperi
Alle palpebre sensibili oltraggiate
Alla giostra spietata del sole
In resistenza sotto le armonie del creolo
Una sola lingua ci dice
È figlia dei cicloni
Assolo d'isole
Assolo d'isole caimani
Assolo d'isole vergini
Assolo d'isole farfalle
Assolo d'isole piovre
Assolo d'isole dalle montagne blu
Assolo d'isole desirade
Assolo d'isole sante
Assolo d'isole grenade
Assolo d'isole tortughe
Assolo d'isole vedove
Assolo d'isole orfane
Belle isole come cammelli luminosi
Che brucano le onde
Come un lancio di biglie nuove
Come gli occhi verdi di un serpente di mare
Come banchi di ricci freschi
Come le mammelle invertite del sogno
Assolo d'isole
Da tempo ce ne siamo andati
E siamo arrivati al balcone delle isole
E abbiamo ripreso l'infanzia
Ripreso l'inizio di ogni cosa
Rocce scolpite cantavano la morte
Ma abbiamo scelto di vivere
Di bere l'acqua delle mangrovie
Di scavare le paludi
Di nascondere i nostri orti nelle alture
E di sotterrare scrigni per i nostri sogni
Le piantagioni cantavano la morte
Ma noi abbiamo scelto di vivere
Di accordare i tamburi ai nostri cuori
Di chiedere in prestito la chitarra del vicino
Di grattare i bambù
E di inventare la vita
Abbiamo scelto di rinascere
Di resuscitare la testa delle colline
Di dare un nome alle piante
Di battezzare le bestie
Di far cantare gli alberi
Di governare la rugiada
Di rimettere la vita al suo posto nel caos
Di sopportare tutte le morti
Di accendere tutte le vite
E di sposare le nostre isole
Come donne sovrane
Che portano ben alta la corona di mare
Abbiamo messo al mondo lingue
Danze di lampi
Sapori d'isole
Ci siamo salvati la vita
Ed eccoci qui
Assolo d'isole al blues delle Americhe
Assolo d'isole sulle spalle dei vulcani
Assolo d'isole affamate d'albero del pane
Assolo d'isole radicate nel mondo
Assolo d'isole plurali
Mosaico multicolore
Lettera all'universo
Le isole sono culle in cui sognano i continenti
Bottiglie di naufraghi
Lampade di sale
Flotte di luce
Luci del mare
Il mondo intero sta in un'isola
Il mondo è il futuro delle isole